Don Gaetano Borsci

GAETANO BORSCI  è nato a Monteparano (Ta) il 29 luglio 1946, ha compiuto gli studi filosofici e teologici al Seminario di Mondovì (Cuneo) ed è stato consacrato sacerdote nel 1973.

E’ parroco della Parrocchia S. Francesco De Geronimo in Taranto, al Rione Tamburi, ed insegnava presso la scuola media “De Carolis” di Taranto.

E’ stato cappellano del lavoro presso lo stabilimento siderurgico dell’ILVA per oltre dieci anni. Assistente Diocesano del MLAC, consulente ecclesiastico provinciale del Centro Sportivo Italiano e del Centro Turistico Giovanile. E’ laureato in psicologia clinica presso l’università di Riga in Lettonia ed è iscritto al corso di specializzazione in psicologia cognitiva all’Università di Barcellona.

Dal 1° marzo 1981 è Parroco.

Il vulcanico, l’instancabile don Nino Borsci, che continua l’opera iniziata dal suo predecessore  Mons. Cosimo Russo.

Infatti nel 1979 ha avviato la scuola materna. Nel 1986 ha inaugurato il nuovo complesso di opere parrocchiali “Mons. Cosimo Russo”, comprendenti la Scuola Materna, una palestra e nuovi locali per l’attività parrocchiale.

 Inoltre dirige la comunità terapeutica. E’ impegnato da sempre a favore dei giovani,  una vera passione: da questo amore è nata la Comunità “AIRONE”. Oggi sono tantissimi i giovani che si sono salvati dalla droga e che sono felicemente inseriti nella società grazie al cammino di scoperta svolto presso i sei centri operativi della suddetta Comunità. Ed oggi per dare una risposta più concreta alle tante richieste di lavoro che provenivano dai giovani che avevano positivamente terminato l’iter terapeutico, è nata la cooperativa che permetterà il lavoro. La sua attività è resa possibile perchè è confortata da una bella e qualificante presenza di volontari ed operatori che lo affiancano pazientemente nei suoi compiti molteplici.

Nel 2001 sua Eccellenza Mons. Luigi Benigno Papa Vescovo di Taranto vede in lui la persona a cui dare il compito di gestire la Caritas Diocesana e lo nomina direttore. La realtà che gli si presenta frequentemente in Parrocchia di persone bisognose, senza tetto, lo spinge a realizzare come direttore della Caritas  un Centro di Accoglienza per persone indigenti. Centro che va avanti grazie anche alla presenza di volontari di varie associazioni che si alternano in questo servizio al prossimo. ll 30 giugno 2004 i parrocchiani tutti si sono stretti intorno al suo pastore in occasione del 30° anniversario dell’ordinazione sacerdotale, augurandogli di continuare sulla strada del servizio intrapresa, punto di riferimento, di speranza per tanti che bussano al suo cuore  certi di ricevere un aiuto e una parola di conforto.                          

                                      

Un incontro rimasto nel cuore

Don Nino racconta il privilegio di aver incontrato il Papa.

Mi si chiede di scrivere qualche notizia sui miei ricordi di Papa Giovanni Paolo II.

Nella mia mente sono fortemente impressi tre incontri che resteranno indelebili per sempre. Il mio primo contatto col Papa fu casuale: ero a Roma per un Convegno del Consiglio Nazionale del Movimento Lavoratori di Azione Cattolica e mi recai in Vaticano a salutare un mio caro compagno di seminario che lavorava presso la segreteria di Stato. Dopo l’incontro mentre mi aggiravo nel cortile vidi uscire da una porta il Papa, mi passò vicino e io mi inginocchiai per baciarGli la mano, mi accarezzò e mi benedisse. Mi chiese di quale Diocesi facessi parte e quale fosse il mio impegno. Mi disse che era una grande responsabilità essere cappellano all’Italsider e Assistente del MLAC. Mi dette la sua benedizione e sparì lasciandomi una forte emozione.Per tanto tempo ho pensato che avessi sognato, tanto fu inatteso e inaspettato quell’incontro, che mi lasciò un’incontenibile gioia. La seconda volta, l’incontro è stato voluto e programmato in occasione della storica visita a Taranto.

Nello stadio Jacovone consegnai insieme a due ragazzi della Comunità terapeutica Airone, (purtroppo ora scomparsi), un dono che essi stessi avevano preparato in Comunità. Le parole proferite da Mons. De Giorgi nel momento in cui mi presentò mi colpirono molto perchè si espresse in toni enfatici nei miei confronti esaltando fuori misura le mie capacità ed il Papa mi abbracciò e mi strinse al suo cuore e poi mi baciò in fronte. Era un gigante, tremavo e piangevo per la commozione.

 Ero già poco alto di statura ma davanti alle parole del Card. De Giorgi e alla stretta al petto del Papa, sprofondai in una forte emozione e in un vivo ringraziamento al Signore che aveva permesso tanta generosità e apprezzamento nei miei confronti. Un ultimo incontro l’ho avuto in occasione della consegna del Premio Tamburi. Mi fu dato il privilegio di inginocchiarmi davanti alla sua sedia: non era più il giovane vigoroso che avevo conosciuto nel cortile del Vaticano e non era più il Papa che mi aveva stretto al suo petto in occasione della visita a Taranto, ma era un uomo ammalato, anziano costretto su una sedia a rotelle, ma sempre e comunque lucido e attento come una volta.

Mi trattenne assai più del dovuto tanto che la cosa indispettì il protocollo Vaticano che alla fine mi rimproverò perchè avevo oltrepassato il tempo consentito, ma era stato il Santo Padre che mi aveva trattenuto tenendomi stretta la mano e ascoltando attentamente ciò che gli dicevo. Intanto gli parlai brevemente del Quartiere Tamburi, della Parrocchia S. Francesco De Geronimo, delle Comunità terapeutiche Airone e della Caritas.

Il Papa mi ascoltò e mi benedisse ed estese la Sua benedizione a tutto ciò che gli avevo menzionato. Oggi, questi ricordi mi rinvigoriscono ancora nello spirito e mi danno la forza per lavorare sempre di più e meglio per il Regno di Dio. Grazie Santità perchè hai amato me e hai voluto bene alle opere che l’amore di Dio mi ha affidato. Non posso, non ricordare il commovente incontro con il Papa, anche se soltanto di passaggio, in papamobile davanti alla nostra Parrocchia, attraversando Via Orsini, una innumerevole folla l’accolse festosamente accompagnando l’intero percorso con canti, sventolando bandiere e foulards, ed il Pontefice guardava meravigliato i numerosi cartelloni esposti sul terrazzino della Chiesa e sorridendo benediceva tutti noi che attendevamo con trepidazione e gioia il Suo passaggio. Oggi benedici noi dal Cielo e correggici tu se sbagliamo.

Ti vogliamo tanto bene!


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